Bologna, la procura contro i vandali: “Associazione a delinquere’. Due arresti

La Procura non ne ha alcun dubbio: non è un caso se le proteste di Via Zamboni si traducono sempre in scontri violenti. C’è un ‘unico elemento conduttore’ che lega gli episodi degli scontri dell’ambiente universitario a Bologna contro la polizia.
Il procuratore Giuseppe Amato ha detto che ‘esiste un’unica regia che sta tirando le fila di picchetti, cortei, occupazioni e scontri’. Tale regia ‘preordina azioni violente che vengono preventivamente pianificate’. Il procuratore ha sostenuto che ‘alcuni volti ricorrono in ogni azione’. Esistono ‘personaggi che guidano ed indirizzano le azioni in maniera strutturata’.

I pm ne sono convinti e per questo contestano ad un gruppo di esponenti di diversi collettivi il reato di associazione a delinquere. Due sono gli arrestati nel corso degli scontri che si sono tenuti venerdì: un ragazzo di 24 anni ed una di 22.
Gli inquirenti avevano già aperto un fascicolo per gli scontri per il caro mensa, ed adesso sono decisi ad andare fino in fondo per colpire chi gestisce proteste e manifestazioni allo scopo di mettere a ferro e fuoco la città e di farli degenerare in violenza.

Gli scontri di fronte all’Alma Mater, insomma, non sono affatto dovuti al caso. Tutto è partito dalla decisione arbitraria di un collettivo di sradicare i tornelli della biblioteca, che permettevano l’ingresso a studenti e cittadini con documento (non lasciando fuori nessuno, al contrario di quanto detto dai collettivi). I tornelli erano stati messi nell’interesse degli studenti  per evitare il degrado tipico della zona.