“I giovani rifiutano il lavoro”, lo sfogo di un imprenditore veronese

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:40

“Se sento ancora parlare di disoccupazione giovanile racconto gli ultimi colloqui che abbiamo fatto… I ventenni il problema sembra non lo sentano. Non so come fanno. Anzi, forse un’idea ce l’ho. Temo che abbiano ancora molte sicurezze economiche alle spalle. Ovvero, i genitori”.

A pronunciare queste parole – o meglio, a scriverle in un post su Facebook – è l’imprenditore veronese Cristiano Gaifa, proprietario e fondatore della catena di ristoranti giapponese fusion Zushi, che comprende ventuno locali sparsi per tutto il Nord Italia.

Secondo l’imprenditore, sarebbero tantissimi i giovani che rifiuterebbero un lavoro come aspiranti dipendenti per la sua catena: il tutto accampando le scuse più assurde, in assoluta controtendenza rispetto alla narrazione attuale che vuole i giovani disperati per l’assenza di qualsiasi impiego.

Non solo camerieri: intervistato dal “Gazzettino”, Gaifa spiega che attualmente sono alla ricerca anche di un vicedirettore, ma le risposte sono sempre le stesse. Anzi, non ci sono proprio. “Tre interpellati su tre, tutti disoccupati, mi hanno detto ‘Ci penso e vi faccio sapere’. Non hanno telefonato nei giorni successivi come d’accordo. Allora li abbiamo richiamati noi. ‘No, grazie”.

Gaifa, che precisa come non si tratti di stage ma di contratti veri e propri, sottolinea come il lavoro susciti più interesse agli stranieri che agli italiani. “L’ultimo che ho incontrato, anche lui disoccupato, quando gli ho detto che avrebbe cominciato la settimana successiva mi ha risposto: ‘eh, ma avevo prenotato una vacanza’…“.

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