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Renzi: “No ai ricatti, la minoranza non è mia nemica. Congresso si faccia contro i populismi”

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Resa dei conti nella Direzione del Partito Democratico. I venti di ‘scissione’ sono sempre più forti: li avverte anche il segretario del PD, Matteo Renzi, che nella sua relazione introduttiva ha toccato diversi punti riguardanti la politica di questi ultimi due mesi: esattamente il periodo successivo al voto del referendum dello scorso 4 dicembre, che ha visto stravincere il NO alla riforma costituzionale Renzi-Boschi e le conseguenti dimissioni da premier dell’attuale segretario del Partito.

“Basta amici e compagni, diamoci una regolata tutti insieme. Non è possibile che tutto venga messo in discussione – ha detto Renzi – Da due mesi la politica italiana è bloccata. Improvvisamente è scomparso il futuro da ogni narrazione. L’Italia si è rannicchiata nella quotidianità”.

Renzi si è rivolto poi direttamente alla minoranza Dem: “Si dice o fai il congresso prima delle elezioni o me ne vado. Mi sembra un ricatto morale e sono difficilmente incline a cedere ai ricatti. Fare il congresso come alternativa al renzismo? Troppo onore, il congresso si deve fare come alternativa al trumpismo, al lepenismo, al massimo al grillismo – ha affermato Renzi – Non voglio nessuna scissione: se deve essere, sia una scissione sulle idee, senza alibi, e non sul calendario. Agli amici e compagni della minoranza voglio dire: mi dispiace se costituisco il vostro incubo, ma voi non sarete mai il nostro avversario, i nostri avversari sono fuori da questa stanza”.

 

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