Omicidio fratellastro Kim Jong-un, arrestata una donna

Resta ancora avvolta nel mistero la morte di Kim Jong-nam, fratellastro del leader nordcoreano Kim Jong-un, deceduto per sospetto avvelenamento al Terminal 2 dell’aeroporto malese di Kuala Lumpur.

Nonostante l’esame medico sul corpo di Kim Jong-nam siano state effettuate in tempi certi, la polizia malese ha riferito che le cause della morte del fratellastro del leader “sono ancora tutte da chiarire”.

Stando a quanto riferito dai media locali, infatti, i funzionari nordcoreani sarebbero stati contrari all’autopsia e avrebbero chiesto l’immediata consegna del corpo del fratellastro del leader Kim Jong-un, ottenendo un netto rifiuto da parte delle autorità malesi.

All’inizio l’identità del sospetto avvelenato sembrava essere un’altra, ma quando è apparso chiaro che si trattava di Kim Jong-nam, i servizi segreti sudcoreani hanno subito puntato il dito contro il dittatore della Corea del Nord.

Le ultime indagini fanno emergere che sarebbero state due (o forse più) giovani donne a spruzzare uno spray tossico sull’uomo, il quale sarebbe stato anche soccorso, ma senza esito. Per la Corea del Sud, le due donne sarebbero spie nordcoreane. Lo Straits Times, giornale di Singapore, ha pubblicato la foto di una delle presunte assassine: indossa una maglietta con la scritta Lol (“tante risate” nel gergo di internet). Nel frattempo è stata arrestata una donna.