Studio australiano: la marijuana aumenta il rischio di suicidio e abbandono degli studi

Fumare regolarmente cannabis nel corso dell’adolescenza non è affatto senza rischi e conseguenze, anzi. Chi fuma cannabis, specie prima dei 17 anni, ha una probabilità maggiore del 60% di abbandonare gli studi superiori, e di non giungere a completamento di quelli universitari. Chi consuma cannabis ha 18 volte più possibilità di sviluppare dipendenza e otto volte maggior possibilità di iniziare ad usare altre droghe anche più avanti nel corso della vita.

Inoltre chi fuma regolarmente cannabis ha molta più probabilità di utilizzare altre droghe, e di tentare il suicidio, rispetto a chi non l’ha mai consumata.
Lo studio che lo rivela è quello dell’Università del Nuovo Galles del Sud, ed è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista The Lancet Psychiatry. Lo studio è stato portato avanti su quasi 4mila partecipanti nel corso di anni, studiando la frequenza di consumo ed i danni. Si tratta, secondo gli autori dello studio, della dimostrazione più fondata dei danni della marijuana nell’adolescenza. 

La ricerca ha inoltre concluso che non esiste un ‘livello di uso sicuro’ da parte degli adolescenti: anche usarle la droga meno di una volta al mese comporta rischi. Gli scienziati, quindi, si mettono contro la legalizzazione e la banalizzazione del dialogo sugli effetti della cannabis, che molti ritengono non causare danni. “I risultati sono particolarmente tempestivi, dato che diversi Stati Usa e Paesi dell’America Latina si muovono verso la depenalizzazione o legalizzazione della cannabis, che la renderebbero più accessibile ai più giovani. Le autorità devono essere consapevoli che un suo uso in adolescenza è associato a una serie di esiti negativi sulla salute, sul benessere e sull’affermazione personale” si legge nello studio.