Arrestato il vice presidente della Samsung: accuse di falsa testimonianza, corruzione e appropriazione indebita

Con le accuse di falsa testimonianza, corruzione e appropriazione indebita, è stato arrestato il vice presidente di Samsung Electronics, e di fatto il capo di Samsung Group, Lee Jae-yong. L’arresto è avvenuto a Seul, in Corea del Sud. Lee in realtà era indagato da tempo, nel corso di una indagine giudiziaria per cui si sospettava che avesse versato circa 35.6 milioni di euro a Chi Soon-Sil per poter avere l’appoggio governativo da parte della presidente Park Geun-hye nel passaggio di potere all’interno di Samsung.

Per questa motivazione, per le accuse di corruzione e di aver ricevuto tangenti da aziende del Paese, la Park è sotto impeachment da dicembre del 2016.
L’arresto di Lee Jae-yong è stato disposto venerdì mattina da un tribunale della capitale sud coreana. Secondo i giudici l’arresto era necessario in quanto sussisteva il rischio che Lee Jae-yong occultasse o distruggesse alcune delle prove a suo carico, che sarebbero ‘essenziali’ ai fini della ricostruzione del giro di tangenti nei confronti di Park.

I giudici hanno respinto la richiesta d’arresto anche nei confronti di Park Sang-Jin, presidente di Samsung Electronics.
Samsung ha rilasciato un breve comunicato nel quale si legge che l’azienda ‘farà del proprio meglio per assicurarsi che sia rivelata la verità nei procedimenti giudiziari’.