Lutto nel mondo dell’arte: muore Jannis Kuonellis

Da ieri sera il mondo dell’arte è più vuoto, è morto, infatti, Jannis Kounellis grandissimo artista di origine greca adottato dal nostro paese sin dalla più giovane età: qui infatti si è formato, arrivato nella città immortale ha studiato all’accademia delle belle arti, qui ha assorbito le nozioni dai maestri della sua epoca e tratto ispirazione dai classici della nostra arte per affermarsi come artista a 360 gradi senza aderire alla cultura pop che si stava sviluppando, ma cercando la sua strada nell’arte povera, di cui è essenzialmente uno dei padri fondatori.

Jannis non amava le luci della ribalta, nonostante il suo successo disprezzava il concetto di “Mito“, ma era senz’altro un personaggio fuori dal comune, la stessa scelta dei materiali poveri lo collocava ben distante da quella che da sempre era la figura dell’arte, con le sue opere Kounellis puntava a smuovere le coscienze e a far riflettere sui disagi della realtà contemporanea, perché quel disagio, per sensibilità artistica, lui lo viveva in prima persona e lo pativa come se ne fosse parte integrante.

Parlare di questo grande artista solo come esponente dell’arte povera sarebbe riduttivo, la sua ricerca fu costante e lo portò a variare diversi generi (dall’arte dell’evento a quella del comportamento, dall’analisi simbolico mitologica alla ricerca del rapporto tra la natura e l’uomo) che possono essere esemplificati da una singola opera, quella senza titolo del 1969: in quella occasione Kounellis espone 12 cavalli vivi alla galleria ‘L’Attico’ di Roma, un opera che doveva rappresentare il rapporto tra cultura e natura, in cui l’artista era un semplice manovale e la realizzazione completa dell’opera si verificava ogni volta che essa entrava in contatto con il pubblico.