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USA: impedito l’ingresso in America a Dwight Yorke a causa di un timbro

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E’ di stamane la notizia che Dwight Yorke, storico attaccante dei ‘Red devils‘ degli anni ’90 (quelli in cui il Manchester ha dominato vincendo a ripetizione la Premier League), è stato bloccato ai controlli di frontiera a causa di un timbro iraniano sul passaporto.

La vicenda è doppiamente scioccante sia perché dimostra che una legge del genere se non regolamentata a dovere porta a commettere decine e decine di soprusi legati non alla protezione della patria, ma al razzismo di chi le applica, sia perché dimostra che nonostante il divieto di applicare il bando decretato da un giudice federale, tutt’ora vengono indiscriminatamente negate le Visa a comuni cittadini e turisti.

A diffondere la notizia è stato Richard Keys, ex presentatore sportivo di Sky america, che tramite il suo profilo social si è complimentato ironicamente con il Presidente USA per la legge: “Ben fatto, davvero Donald Trump. Adesso l’ambasciatore del Manchester United non può fare il suo ingresso a Miami perché ha un timbro iraniano sul passaporto. #Follia“.

Risulta ormai chiaro come il divieto di ingresso negli States imposto da Donald Trump sia illecito da un punto di vista costituzionale, settimane addietro vi abbiamo anche riportato la notizia di un giudice federale che lo ha temporaneamente sospeso giudicandolo incostituzionale. E’ chiaro persino come, una buona parte dei cittadini americani lo reputi offensivo dato che gran parte della popolazione (per non dire tutta) è formata da migranti, come dimostrano le proteste di cui vi abbiamo parlato in un precedente articolo.

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