20 Febbraio 2017: si festeggia San Leone di Catania detto “il taumaturgo”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:00
Leone il taumaturgo che sconfigge il mago Eliodoro

Il 20 Febbraio la Chiesa Cattolica celebra la memoria liturgica di San Leone vescovo di Catania.

Venerato come santo anche dalla Chiesa Ortodossa, Leone nacque a Ravenna nel 720.

Incoraggiato dalla famiglia entrò nell’ordine benedettino e si trasferì a Reggio Calabria. Nel 765 divenne, con una certa reticenza, il quindicesimo vescovo di Catania.

A quel tempo in tutto l’impero bizantino imperversava un movimento eretico e iconoclastico: coloro i quali si rifiutavano di distruggere le immagini sacre, come prescritto da un editto, venivano incarcerati.

Leone si oppose fermamente a questa legge e si adoperò per combattere l’eresia. Tuttavia fu perseguitato, cosicché dovette fuggire e rifugiarsi sui Nebrodi, ove vagò per molti anni, godendo della protezione del popolo.

Giunto a Rometta (Me), per qualche tempo visse in una grotta scavata con le nude mani. Rientrato a Catania riprese il seggio vescovile e continuò a combattere l’iconoclastia, fino alla sua morte, che lo colse il 20 Febbraio del 789.

A questo vescovo furono attribuiti molti prodigi e carismi, tanto da essere soprannominato “il Taumaturgo”.

Secondo una leggenda popolare, Leone entrò in contrasto con il necromante apostata Eliodoro, che condannò ad essere arso vivo. Ebbene si narra che entrambi finirono in una fornace e che Leone si fosse miracolosamente salvato dalle fiamme.

Inoltre si dice che con la sua sola presenza abbia fatto incendiare il tempio della dea Cerere.

Il culto di San leone è molto sentito nell’arcidiocesi della città etnea, come pure nella provincia di Messina e a Saracena, in provincia di Cosenza, dove alla vigilia della sua ricorrenza viene celebrato con fiaccolate, canti devozionali e falò, in un’atmosfera fortemente suggestiva.

MDM

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