L’ibernazione è la nuova frontiera contro il cancro? E’ ancora presto per dirlo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:02

In questi anni la ricerca per la cura del tumore non ha trovato riscontri favorevoli, lasciando la medicina in uno stato di ignoranza e gli sfortunati pazienti con una possibilità di riuscita delle cure piuttosto bassa. Inoltre la radioterapia è molto invasiva per il nostro organismo e le radiazioni causano forti dolori, crisi di rigetto, nausea, perdita di capelli ed altri spiacevoli sintomi.

Proprio sugli effetti della radioterapia dovrebbe agire una recente pratica oggetto di ricerca da parte di diversi team di ricercatori: sembrerebbe, stando a quanto scritto su alcuni siti, che un equipe italiana ha sperimentato su dei malati terminali gli effetti dell’ibernazione temporanea sui tessuti trattati precedentemente con la radio terapia.

Prendiamo come esempio l’articolo pubblicato da ‘Emerge il Futuro‘ intitolato: “Cancro: ibernazione contro gli effetti della radioterapia“, in questo si legge appunto della ricerca e di come l’ibernazione influisca sugli effetti della radioterapia annullando i dolori e gli altri sintomi. Il gradito effetto dell’ibernazione sarebbe dovuta al fatto che l’organismo essendo sopito recepirebbe in meno le cellule nocive derivate dalla terapia, l’intenzione, dunque, sarebbe di utilizzarla per permettere ai medici di aumentare i dosaggi senza incorrere in rischi per la salute.

Ma se questo sito si mantiene sul vago e parla degli effetti nocivi della radioterapia, in altri si parla di blocco totale delle cellule tumorali e quindi della possibilità di fermarne la crescita, ad esempio su ‘Affariitaliani‘ in un articolo chiamato: “Tumore: ibernazione nuova frontiera contro il cancro” si legge:

“Gli scienziati che stanno portando avanti l’ibernazione contro il cancro hanno scoperto che il corpo, quando entra in uno stato di torpore, viene protetto dagli effetti tossici della radioterapia. Il risultato è che viene bloccata la crescita del tumore. A temperature più basse le funzioni vitali vengono ridotte al minimo e il corpo reagisce in modo significativo contro gli effetti della radioterapia. Gli oncologi possono così usare dosi più elevate di radiazioni per uccidere le cellule tumorali senza danneggiare il paziente“.

L’ultima frase sembra suggerire che i risultati sono altamente positivi e che presto questa pratica potrebbe essere utilizzata anche sui pazienti degli ospedali pubblici e privati, in realtà, in nessuno degli articoli presenti su internet c’è però un link alla ricerca o ai risultati, per altro sembra strano che una ricerca di tale rilevanza non abbia trovato risalto nei vari giornali d’informazione più quotati. Per questo motivo non è chiaro se la ricerca esiste ne quali sono i risultati raggiunti, non è escluso che delle equipe di scienziati stiano provando a vagliare anche questa ipotesi ma per il momento non ci sono, ufficialmente, dei risultati ragguardevoli.

 

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