PD, non solo Emiliano: contro Renzi anche Orlando

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:39

Non c’è solo il governatore della Puglia, Michele Emiliano, a sfidare Matteo Renzi nella corsa alla carica di segretario del Partito Democratico. L’ex pm, che sembrava intenzionato a seguire Bersani e D’Alema al di fuori del partito e quindi fautore della scissione, ha deciso di restare per sfidare Renzi. E punta anche a convincere coloro che invece non ne vogliono proprio sapere, come Bersani che ha già annunciato di non voler rinnovare la tessera. “Punto a riassorbire la scissione”, ha detto Emiliano, convinto di poter ricucire i rapporti ormai logori tra le due anime.

Ma ecco che spunta un’altra candidatura per il congresso: quella di Andrea Orlando, ministro della Giustizia, legato alla sinistra diessina, che annuncerà la sua candidatura nella sezione storica romana del Porto fluviale, nel tardo pomeriggio. Niente teatri, niente sale stampa o palcoscenici rutilanti, la scena avverrà in quella che una volta si chiamava sezione.

Potrà bastare la candidatura di Orlando a far sì che tutta l’ala ‘scissionista’ possa rientrare ed appoggiare il Guardasigilli? Ad oggi è un’ipotesi molto remota, ma non impossibile. Tuttavia, qualcuno ‘tentennante’ potrebbe anche decidere di restare: uno di questi è il senatore Walter Tocci, ma non è detto che sia l’unico a scegliere di rimanere e appoggiare Orlando.

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