Pericolose particelle radioattive rilevate in Europa: la provenienza è ignota

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:29

C’è sconcerto da parte degli scienziati europei dopo che sono state rilevate nell’aria, pericolose particelle radioattive che si
producono solitamente durante i disastri nucleari o a seguito dell’esplosione delle bombe atomiche e che possono provocare il cancro. La preoccupazione è legata al fatto che la loro provenienza è al momento ignota ma la diffusione è ampia: tracce di iodio-131 sono state infatti trovate in Norvegia, Finlandia ma anche in Germania, Francia, Spagna e Repubblica Ceca nel mese di gennaio ma la notizia non è mai divenuta di dominio pubblico.

Particelle che, come sottolineato dagli esperti, sembrerebbero provenire dall’Europa orientale ma ad oggi non è possibile stabilire esattamente cosa le abbia prodotte; oltretutto la preoccupazione è forte dal momento che gli scienziati hanno spiegato che questo tipo di particelle radioattive vengono ‘liberate’ in seguito a disastri nucleari di grande portata come quello di Chernobyl o di Fukushima. Astrid Liland, responsabile delle procedure di emergenza presso la Norwegian Radiation Protection Authority ha comunque dichiarato al Barents Observer che i rischi per la salute sono molto bassi e per tali ragioni non è stato lanciato alcun allarme dopo il rilevamento dello iodio-131. “Abbiamo strumenti molto sensibili e di tanto in tanto misuriamo piccole quantità di radioattività in aria – ha sottolineato – le misure effettuate nella seconda metà di gennaio erano comunque molto bassi, tali da non creare preoccupazione per l’uomo o per l’ambiente, ma le misurazioni sono comunque state effettuate anche nei Paesi vicini come la Finlandia”.

Tra le ipotesi circa la sua provenienza vi sarebbe la fuoriuscita da reattori nucleari o da strutture sanitarie dove si impiegano sostanze potenzialmente pericolose, per la loro radioattività, per il funzionamento di macchinari per il trattamento di ipertiroidismo e cancro della tiroide. Ma non si esclude anche la possibilità che siano state rilasciate da sottomarini nucleari russi. In Polonia sono stati rilevati i livelli più alti di iodio-131, tali comunque da non innescare un’emergenza per la sanità pubblica.

Daniele Orlandi

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