Terrorismo, espulsi due tunisini: uno di loro era contatto di Anis Amri

“Motivi di sicurezza dello Stato”. Questo il motivo dell’espulsione di due tunisini dall’Italia. Ad uno di loro è stata inoltre trovata un’utenza telefonica che risulta tra i contatti di Anis Amri, l’attentatore di Berlino che ha fatto strage ai mercatini di Natale alla guida di un tir ed è stato poi neutralizzato da due agenti italiani a Sesto San Giovanni.

“Oggi sono state eseguite due espulsioni per motivi di sicurezza dello Stato. Salgono così a 147 i soggetti gravitanti in ambienti dell’estremismo religioso espulsi con accompagnamento alla frontiera dal gennaio 2015 ad oggi, di questi, 15 eseguiti nel 2017″, fa sapere il ministero dell’Interno.

“Dopo le indagini – fa sapere la nota del Viminale – il tunisino è stato trattenuto nel centro di Caltanissetta in attesa dell’espulsione avvenuta oggi dalla frontiera marittima di Palermo, con nave destinazione Tunisi”.

Per quanto riguarda l’altro tunisino espulso, si tratta di un 34enne che avrebbe mostrato simpatie per i jihadisti, come spiega il Viminale stesso. “Oltre ad aver evidenziato le sue simpatie per il Daesh – prosegue il Viminale – durante la sua precedente permanenza a Lucca, non avrebbe escluso la possibilità di recarsi in Siria”.

Rintracciato a Palermo lo scorso 14 febbraio e risultato irregolare sul territorio nazionale, è stato trattenuto nel centro di Caltanissetta. Oggi è stato rimpatriato dalla frontiera area di Palermo con un volo diretto a Tunisi.