Condannati a 25 anni di carcere i genitori che hanno pregato invece di chiamare i soccorsi per il figlio

Al termine di due anni di processo i due genitori di Alexandru, che nonostante sapessero che il figlio soffriva di diabete lo hanno lasciato morire di fame, sono stati condannati senza condizionale a 25 anni di carcere per omicidio volontario.

La morte di Alexandru Radita risale a due anni fa, secondo il racconto degli inquirenti i due genitori lo avrebbero trovato in uno stato di sofferenza al loro ritorno da una giornata di lavoro ed invece di chiamare immediatamente i soccorsi si sono impegnati in una sessione di preghiera durata due ore, durante la quale il ragazzo ha smesso di respirare. Solo quando il figlio è morto il padre ha chiamato l’ambulanza dicendo di essere appena tornato a casa ed aver trovato il figlio privo di vita nel suo letto.

Emil Radita e Rodica Radita erano già stati accusati di maltrattamento nei confronti del figlio qualche anno prima, sembra che non volessero accettare che il figlio aveva bisogno di determinate cure mediche, ma poi con un ricorso vinto in tribunale aveva ottenuto nuovamente la custodia del figlio. Questa volta, però, hanno allontanato il figlio da tutti i suoi conoscenti impedendogli perfino di andare a scuola, dove un insegnante avrebbe potuto chiedere l’intervento dei servizi sociali.

Il risultato è quello evidente a tutti, i genitori erano coscienti che il figlio stava morendo ed hanno ritardato la chiamata di proposito, dice l’avvocato dell’accusa Karen Horner: “La vostra scelta di lasciar morire vostro figlio di fame è fuori da ogni logica” ha esordito il legale che poi ha spiegato come l’atteggiamento dei parenti di Alexandru sia stata l’unica causa della sua prematura morte: “L’intenzione dei coniugi Radita era quella di allontanare chiunque potesse monitorare il livello di insulina del figlio al posto loro e ci sono riusciti“.