Voucher, l’attacco della CGIL: “Sono un inganno”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:24

“Il meccanismo dei voucher è un inganno”. Non le manda a dire la CGIL, che attacca il metodo dei voucher introdotto e molto decantato dal governo dell’ex premier Matteo Renzi.

Secondo il dossier stilato dall’INCA, il patronato della CGIL, i voucher rappresenterebbero “una occasione ghiotta per Inps e Inail di incamerare somme di denaro, sotto forma di contributi obbligatori previdenziali, assicurativi contro gli infortuni e di gestione del servizio, che il lavoratore dovrà pagare, senza ricevere in cambio alcuna prestazione”.

Secondo gli ultimi dati Inps, nel 2016 sono stati venduti 133,8 milioni di voucher, con un incremento rispetto al 2015 del 23,9%.

Sempre in riferimento al rapporto stilato dall’INCA, il valore nominale di ciascun voucher di 10 euro è una cifra lorda: “Per ogni buono – spiega infatti l’Inca – il lavoratore percepisce al netto degli oneri 7,5 euro e lascia a Inps e a Inail 2,5 euro, di cui 50 centesimi per il servizio reso dall’Istituto previdenziale, pari al 5%. Un aggio – prosegue – che potrebbe essere quasi paragonato a quello applicato da Equitalia e tanto giustamente contestato per la riscossione dei tributi evasi. Considerando il numero complessivo delle vendite del 2016 (133,8 milioni), l’Inps solo per la gestione del servizio ha incamerato quasi 67 milioni di euro in un anno“. Pertanto, l’INCA sottolinea che “cosa effettivamente paghi il percettore di voucher non è dato sapere, visto che la cosiddetta quota di servizio non è prevista, almeno al momento, per nessun’altra prestazione previdenziale”.