Avramopoulos contro gli stati membri dell’Eu: “Niente scuse, entro settembre tutti i migranti devono essere ricollocati”

La situazione migranti è sempre più difficile da gestire, questo sia perché il flusso non accenna a diminuire, sia perché gli stati membri dell’Unione Europea che avevano accettato di aiutare l’Italia e la Grecia a smaltire l’enorme numero di rifugiati che affollano i già straripanti campi profughi dei due paesi non hanno rispettato le promesse.

Come stabilito dalla Commissione Europea, le altre nazioni si sarebbero dovute suddividere 160.000 migranti entro settembre 2017, ma al momento il ricollocamento si è fermato all’esiguo numero di 13.546 migranti (meno del 10% del numero concordato in sede di Parlamento Europeo) ed al momento le operazioni sono in una fase di stallo. I motivi di tale drammatica soluzione sono da riscontrare dalla mancata voglia dei governi di adempiere ai propri doveri impliciti in quanto stati membri: Ungheria, Austria e Polonia rifiutano di fare entrare i migranti, l’Inghilterra, uscendo dall’UE, si è autoesclusa dall’obbligo ed anch’essa impedisce loro l’ingresso, mentre paesi come Croazia, Slovacchia, Bulgaria e Repubblica Ceca cominciano a far entrare i migranti ma in numero esiguo a causa di mancanze strutturali. Inoltre gli unici paesi che hanno rispettato i patti riguardo il ricollocamento al momento risultano Malta e la Finlandia.

Questa situazione ha indispettito e non poco il Commissario per l’immigrazione, Dimitri Avramopoulos, il quale durante l’ultima conferenza di Bruxelles ha minacciato di avviare una procedura d’infrazione contro i paesi che non rispetteranno i termini stabiliti. In seguito ha aggiunto che, nonostante per il momento non sono stati rispettati gli accordi, affinché il numero previsto venisse rispettato entro settembre si era stabilito un numero di ricollocazioni pari a 3000 (nei mesi scorsi il numero è stato inferiore a 1000), la situazione può cambiare: “Voglio essere chiaro. Non esistono scuse per gli stati membri di non adempiere alle consegne. E’ ancora possibile ricollocare tutti dalla Grecia e dall’Italia entro settembre. Serve solo che i paesi membri si impegnino e ci sia la volontà politica di rispettare gli impegni presi“.