Padre confessa omicidio della figlia ma nega gli abusi sessuali

Avrebbe abusato sessualmente della figlia di soli tre anni e l’ha uccisa. E’ la confessione shock di un padre, che si è dichiarato colpevole di omicidio della piccola Kyhesha-Lee, morta nel 2013 dopo aver subìto abusi sessuali estremi e prolungati, così violenti da provocare sanguinamenti, come rilevato dai medici nel suo pannolino. Abusi che però il papà ha negato di aver commesso.

Matthew Lee Williamson, il padre orco, ha confessato solo in parte, ammettendo di aver usato una corda per tenere la bimba rinchiusa in una stanza ma ha negato di aver abusato di lei in modo estremo. Tanti gli orrori che la piccola ha dovuto subire: come l’utilizzo di un sex toy, colpi nello stomaco o ancora l’aver posato nuda mentre l’uomo le tirava l’orecchio fino a farlo sanguinare. Nella sua testimonianza il padre ha detto di non essersi rivolto ai medici per paura che avrebbero avvisato le autorità. Questo nonostante la bimba, a causa dei dolori e delle sofferenze subite, vomitasse anche per diversi giorni consecutivi e avesse il corpo pieno di lividi e nel pannolino sia stato trovato del sangue. anche davanti alla Corte Suprema di Brisbane ha continuato a negare ogni abuso, confermando solo l’omicidio.

Il procuratore Phil McCarthy sostiene che Williamson stia mentendo per nascondere di aver abusato sessualmente della figlia: quando è morta si trovava in un appartamento con il padre e con Christopher Kent, che si è dichiarato colpevole di omicidio colposo e ha detto alla corte di aver assistito agli abusi da parte di Williamson mentre il padre sostiene che sia stato proprio Kent a commetterli.

Daniele Orlandi