India, 24enne viene dichiarata morta dai medici e viene cremata. Ma era ancora viva

Come nei peggiori incubi, viene dichiarata morta ma in realtà è ancora in vita (e viene uccisa dal rito funebre): è la storia della 24enne indiana Rachna Sisodia, ricoverata per una grave infezione polmonare in un ospedale dell’Uttar Pradesh (regione indiana).

Giunta già in gravi condizioni, viene dichiarata morta dai medici, che commettono così un grave errore: una volta avviato il processo di cremazione, infatti, alcuni dei convenuti al rito funebre si rendono conto che Rachna è ancora in vita. Troppo tardi: la ragazza è a quel punto morta, intossicata dal fumo inspirato durante la cremazione.

Le analisi post-portem hanno infatti rivelato che le cause della morte non sono legate all’infezione polmonare ma bensì dallo “shock causato dall’essere bruciata viva”.

Un portavoce della polizia s’è così espresso, secondo quanto riportato da Metro.co.uk: “Questo succede quando qualcuno è bruciato vivo. Le particelle vengono inspirate. Se la persona è morta, questo tipo di particelle non può raggiungere i polmoni. I dottori stessi hanno concluso che la donna è stata bruciata viva sulla pira funeraria”.