800 bambini nella fossa comune dell’orfanotrofio cattolico? Occhio alla fake news

Ha fatto scalpore in questi giorni la notizia, già uscita nel 2014, per la quale sarebbe stata trovata una grande fossa comune in Irlanda, nella struttura detta Mother and Baby Home nella contea di Galway e gestita tra il 1925 e il 1961 dalle suore. La struttura ospitava madri non sposate con i loro bambini. I giornali di mezzo mondo hanno riportato la notizia in maniera febbrile, anche inventando particolari orrorifici e titoli sensazionali, e sostenendo che nella fossa comune fossero stati gettati bambini malnutriti, paventando così l’idea di maltrattamenti da parte delle suore che gestivano la struttura.

Si tratta, ed è doveroso specificarlo, di una fake news parziale. Nel senso che effettivamente i corpi dei bambini sono stati trovati, ma non nei termini raccontati dalla stampa. In particolare:

  • Non si tratta di una fossa comune. Fossa comune è un luogo dove vengono gettate indiscriminatamente più persone senza certificato di morte ed è anche un termine che ha grande effetto, ma poca sostanza in questo caso. Tutti i bambini morti hanno un certificato di morte che spiega il perché del decesso, con tanto di nome, età, luogo di nascita, e certificato di battesimo.
  • La sepoltura di questo tipo era molto diffusa all’epoca, anche a causa della grande mortalità infantile causata dalle carestie e dalle malattie.
  • I bambini non sono morti di malnutrizione. I media stanno erroneamente riportando questo dato, ma in realtà come si desume dalla tabella sottostante solamente l’1% dei bambini (dieci in totale) sono morti per malnutrizione, e gli altri per varie malattie.

Un ex dirigente sanitario irlandese, Jacky Jones, ha commentato: “Perché siamo così scioccati dei 796 neonati e bambini che sono morti nella St Mary’s mother-and-baby home di Tuam? Alti tassi di mortalità infantile erano normali in Irlanda fino al 1970. Questo non era giusto, ma non c’è nulla di oscuro”.

Già. Perché ci si scandalizza? Bisognerebbe chiederlo alle maggiori testate nazionali.

Il giornalista di Forbes, Eamonn Fingleton, nato e cresciuto in Irlanda, ha commentato. “Le suore che gestivano la Mother and Baby Homes di Tuam «sono morte da tempo, ma se potessero parlare sicuramente direbbero che stavano facendo del loro meglio in condizioni spaventose. Oggi viviamo un’epoca di disinformazione”.