Corea del Nord, test missilistici nel mare del Giappone: dure le proteste di Tokyo, Washington e Pechino

Ieri sera, 23:36 ora italiana, la Corea del Nord ha lanciato quattro missili balistici in direzione del mare a largo del Giappone, tre dei quali sono terminati all’interno della zona commerciale esclusiva del paese del sol levante. A riferirlo sono stati i rappresentanti dei governi della Corea del Sud e dello stesso Giappone, i quali hanno anche ipotizzato che si sia trattato di un gesto di sfida nei confronti delle recenti azioni militari approntate dagli Stati Uniti in collaborazione con Seul.

Dure le reazioni dei governi internazionali che si schierano tutti dalla parte dei due paesi asiatici contro quella che appare una seria minaccia, alle parole del premier coreano Hwang Kyo-Ahn che definisce l’accaduto: “Una sfida e una grave provocazione alla comunità internazionale” ed a quelle di Shinzo Abe, primo ministro giapponese, che afferma: “La minaccia della Corea del Nord ha raggiunto una nuova dimensione”, infatti, si sono associati anche gli Stati Uniti e la Cina.

Sia il governo americano che quello cinese sono concordi nell’affermare che i test missilistici approntati da Pyongyang violano le Risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’Onu e che il crescente sviluppo bellico della Corea del Nord rappresenta una minaccia globale che dev’essere arrestata il prima possibile. Di conseguenza sono arrivati degli ultimatum rivolti al paese asiatico con i quali l’Onu intima la cessazione della produzione di missili nucleari e missili ad ampio raggio, nel frattempo continua la costruzione di una base anti missilistica a Thaad (Corea del Sud) per scongiurare eventuali attacchi.