Palermo, l’ex pm Ingroia indagato per peculato

I più avvezzi alla politica ricorderanno l’esperienza di Rivoluzione Civile, il cartello elettorale di sinistra (uno dei tanti negli ultimi anni) che si presentò alle elezioni politiche del 2013 con l’obiettivo di raggiungere il 4% ed entrare in parlamento (non riuscendovi). Il leader di quella forza, cui aderirono tra gli altri Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani, Italia dei Valori e Verdi, era l’ex pm di Palermo, Antonio Ingroia.

Ed è proprio Ingroia ad essere oggi al centro di un’indagine per peculato. L’ex magistrato, ora amministratore della società regionale Sicilia e servizi, è stato infatti interrogato questa mattina, in procura. Secondo l’accusa avrebbe percepito, indebitamente, una serie di rimborsi per trasferte, proprio nella qualità di amministratore della società regionale.

L’indagine, coordinata dall’aggiunto Dino Petralia e dai pubblici ministeri Piero Padova ed Enrico Bologna, prende in esame il periodo compreso tra il 2014 e il 2016. 

Stando a quanto ricostruito dagli inquirenti, Ingroia avrebbe intascato rimborsi per trasferte per 30 mila euro comprensivi dei trasporti e delle spese di vitto e alloggio, nonostante fossero rimborsabili solo i soldi spesi per il viaggio. L’ex leader di RivCiv si è difeso sostenendo che la norma che disciplina i rimborsi comprende non solo il trasporto, ma anche le altre spese di viaggio.