Sequestrati beni per 9 mln di euro a ‘nomadi nullatenenti’: avevano case e ristoranti

Non dichiaravano nulla allo Stato, come se fossero perfetti indigenti, ma in realtà avevano moto, terreni, appartamenti, società, auto, conti correnti e negozi per un valore totale di nove milioni di euro. I carabinieri ieri, assieme alla guardia di finanza di Genova, hanno portato a termine una maxi operazione che ha portato al sequestro di beni che alcune famiglie sinti di Bolzaneto, Milano, Lodi, Carrara e Vercelli, residenti nei rispettivi campi profughi, avevano accumulato in trent’anni.

Sono state emesse 13 misure di prevenzione patrimoniale nei confronti di famiglie rom in relazione alle quali è stata individuata una ‘pericolosità sociale’ e un grande gap fra i redditi dichiarati e quelli che effettivamente possedevano. I rom in questione dichiaravano redditi pari a zero, o poco più. Dal punto di vista ufficiale, dichiaravano di occuparsi di raccolta di rottami. Invece, possedevamo società per mezzo delle quali gestivano acquisti e vendite di attività commerciali e terreni nelle zone dove vivevano.

Sono almeno sessanta le persone finite nel mirino dell’indagine, alcuni dei quali prestanome per l’acquisto e la vendita di una vasta serie di locali commerciali, di negozi, di ristoranti e di pizzerie nelle zone di Genova e Milano. Per poter scovare questa situazione, le indagini delle forze dell’ordine sui rom vanno avanti dagli anni ottanta.