Lodi, parla il ristoratore che ha sparato al ladro: “Ho 3 bimbi piccoli, non potevo lasciarli entrare in casa”

Continuano le indagini dei carabinieri per ricostruire cosa è avvenuto quella fatidica notte di settimana scorsa, quando Mario Cattaneo, il ristoratore che ha ucciso un ladro a Casaletto Lodigiano, ha sparato con il suo fucile mentre una gang di ladri romeni gli stava svaligiando il locale. “Non mi sento abbandonato dallo Stato ma non è facile accettare quello che è successo. Sono profondamente dispiaciuto per la tragedia che è accaduta, credevo che i malviventi fossero già in allontanamento”.

Ho impugnato la mia arma perché mi sentivo più sicuro. Sentivo dei forti rumori di sotto, avevo molta paura, tremavo dall’agitazione” questo è quello che racconta il titolare dell’Osteria dei Amis, a Castelletto Lodigiano. L’uomo mostra i lividi sul braccio che si è procurato nella colluttazione con il 33enne romeno. “Non sto troppo per la quale ho tante contusioni, un buco in testa, le costole rotte. E moralmente sono distrutto” ha raccontato ai giornalisti.

Non era mia intenzione né sparare in aria né alle gambe. Io non volevo sparare. È successo che quando ho aperto la porta, mi hanno tirato fuori e mi hanno aggredito e cercavano di strapparmi l’arma. Mi hanno trascinato fuori, quando sono caduto, è partito il colpo. Il tipo davanti a me ha continuato a trascinarmi per qualche metro nel cortile, poi ho sentito gli altri due che parlavano e quello mi ha lasciato. Io non potevo lasciare che entrassero in casa, avevo tre bambini piccoli” ha raccontato. Il figlio Gianluca, 42 anni, non è tranquillo. “Abbiamo paura che qualcuno di quei malviventi torni per vendicarsi”.