La denuncia di un 75enne: “I rom hanno occupato la mia proprietà. Nessuno li fa andare via”

Non sembra sia rimasto nessuno, fra le autorità, ad ascoltare la denuncia di Luigi Marzo, 75 anni, imprenditore salentino che ha ereditato una proprietà immobiliare vicino a Novoli. Un incubo, per lui, è cominciato proprio da quel momento, quando numerosi rom hanno sostanzialmente occupato la sua proprietà e non se ne vogliono andare. E nessuno muove un dito. Marzo ha ereditato la proprietà dopo la morte della sorella per cancro: sono 13 ettari di terreno.

Ci sono 700 metri quadrati di fabbricati: un capannone, una casa colonica, un rustico. Poi c’è un locale di pertinenza dell’Anas, che lo usa per la gestione della tangenziale” ha raccontato. “A fine luglio, mentre andavo alla proprietà, ho sorpreso un nomade che entrava dall’ingresso. Poteva farlo perché ignoti avevano divelto il cancello che lo custodiva. Mi mosse a pietà, mi disse che aveva dei figli piccoli e che se ne sarebbe andato appena possibile. Parlava un italiano corrente, non credo fosse straniero. Era lì con tutta la famiglia, circa una ventina di persone” racconta ancora Marzo. Ma non finisce qua. “Passato un mese andai in Questura per denunciare l’occupazione abusiva della mia proprietà. (…) E la denuncia è finita a ingrossare una statistica. Mi hanno dato la ricevuta della denuncia fatta, arrivederci e grazie”.

Poi: “C’è stato un black out sulla tangenziale una sera. La polizia è intervenuta con l’Anas e ha scoperto che nel capannone ci vivevano in circa 60. Ai 20 iniziali si erano aggiunti altri 40 parenti provenienti credo dal Belgio. E avevano causato il black out allacciandosi abusivamente a una centralina dell’Enel per poter vedere la televisione”. Non finisce qui, oltre al danno, anche la beffa “i carabinieri mi hanno chiesto di dimostrare carte alla mano che ero il legittimo proprietario!” dice l’uomo. Ed è stato anche minacciato di morte. “Uno degli occupanti abusivi, che non avevo mai visto prima, un rom credo rumeno che mi ha detto che aveva comprato la proprietà per 4.500 euro dai precedenti occupanti e quindi quella era casa sua. E che se non me ne fossi andato, mi avrebbe sparato. Questo dopo aver chiesto, lui a me, i documenti che provavano che io fossi il proprietario”.