Mosul: battaglia senza quartiere e bimbi intrappolati nell’orrore

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:52

Mosul è un campo di battaglia feroce e spietato. La città è infatti al centro di un cruento scontro fra le forze irachene e i jihadisti dello Stato Islamico asserragliati nei suoi fortilizi. Il fiume Tigri, che divide in due la città, assiste impassibile alle rovesce fortune di eserciti e genti.

Non c’è giorno che passi senza un bombardamento, un conflitto a fuoco, un assassinio, un omicidio, una morte, un pianto di qualcuno. Mosul, dallo scorso 19 febbraio, è stata posta su di un piedistallo nello scacchiere bellico ed è divenuta simbolicamente importante quanto il vallo del Rubicone. Entrare in lei significa non poter più tornare indietro, lottare sino alla fine dell’ultimo respiro, compiere gesta, ed atrocità, che la Storia inghiottirà o getterà via a seconda del suo insindacabile giudizio. Da allora, 25 quartieri su 48 sono stati liberati dalle forze della coalizione, mentre i combattimenti più feroci si svolgono oggi attorno e dentro la città vecchia, li dove nell’estate del 2014 il Califfo Abu Bakr al Baghdadi proclamò alla sua gente, e al mondo intero, la nascita dello Stato Islamico.

Da questo pozzo di miseria dove si combatte in tutti i modi possibili, finanche con il supporto di droni armati comandati dalla Polizia Federale, giunge una foto che testimonia, meglio di tante parole, il dramma e la sofferenza della gente che ivi abita, che non può più trovare scampo, che non ha un posto differente nel quale andare. Li dove tutto è guerra, anche la fuga diventa un privilegio per pochi. Si vedono dunque una mezza dozzina di piedi insozzati. Sono i piedi dei bambini di Mosul, dei suoi figli. Calzati da scarpe evidentemente improvvisate, trovate alla rinfusa, raccattate in qualche armadio, i piedi di questi piccoli testimoni oculari dell’assurdo avanzano nel fango strascinandosi con fatica. Autore dello scatto è un giovane reporter di nome Ahmad al-Rubaye. Un nome come tanti, di quelle parti, che scorderemo come l’immagine che con coraggio ha consegnato al mondo intero.