Svizzera, tasse troppo care: prostitute emigrano verso l’Austria

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:23

Un nuovo indirizzo al mercato del sesso a pagamento oltre confine ha ridisegnato la mappa di quella che, fino a qualche tempo fa, era la meta prediletta degli “avventori” del meretricio. La Svizzera perde infatti il suo titolo da prima della classe e viene scalzata sul podio dalla più parca e morigerata Austria.

Colpa delle tasse troppo alte, dicono gli addetti ai lavori, che impongono una percentuale svantaggiosa rispetto a quanto richiesto dalla vicina Vienna per svolgere in regola il proprio mestiere. Li dove, appunto, la prostituzione si esplica in case d’appuntamenti e non nelle vie abbandonate delle periferie, come da noi, per operare secondo le direttive governative bisogna presentare una regolare richiesta, essere incensurate e allegare le proprie analisi mediche. Tanto basta per aprirsi una partita iva e dare avvio alla propria attività.

Il problema, per i nostri vicini, nasce dal fatto che gli adempimenti fiscali spesso e volentieri sono onerosi e leggermente complessi, ragion per cui molte ragazze preferiscono rivolgersi ad intermediari o gestori dei club, i quali provvedono a trattenere loro sino al 35% di ogni prestazione. Un vero e proprio business, quello del sesso a pagamento, che portò all’apertura di più di 1.800 club in tutta la Svizzera, spesso e volentieri quanto più vicini possibili alla frontiera italiana, dalla quale molti connazionali, spaventati dall’irrigidimento dei controlli anti-prostituzione (con multe sino a 500 euro e rischio di invio della foto a casa), preferivano lanciarsi verso improvvisate gite fuori porta piuttosto che rischiare di incorrere in qualche problema.

Il cambio attuale del franco svizzero, però, si è ritorto contro questo poliedrico mondo del commercio sessuale ed ha fatto lievitare il costo di una prestazione “semplice” fino ad una soglia di partenza di 140 euro. Troppi, per gran parte della clientela. Così l’Austria, che pure consente la prostituzione e la interpreta come un’ordinaria professione, non si è lasciata sfuggire l’occasione. Molti imprenditori del Canton Ticino hanno finito così per ritrovarsi con un nuovo business fra le mani e meno tasse da sborsare.