Trans brasiliana, detenuta tra uomini, inizia sciopero della fame

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:13

Una vicenda ai limiti, che però fa riflettere circa le difficoltà di inquadrare il mondo transgender: una trans brasiliana, Adriana, in Italia da 17 (e senza lavoro da tre, quindi clandestina ha tutti gli effetti) è stata detenuta presso il Cie (Centro Identificazione ed Espulsione) di Brindisi.

Adriana ha così iniziato da otto giorni uno sciopero della fame, per essere trasferita.

A prendere le parti di Adriana, il Mit (movimento identità transessuale), che s’è così espresso attraverso Cathy La Torre, legale del Mit: “Adriana è al Cie di Brindisi dal 21 febbraio e si trova in mezzo a centinaia di uomini, correndo ogni istante evidenti rischi di violenze. Abita in Puglia ed è stata prelevata da un albergo dove si trovava con il suo fidanzato. Proviene da una zona pericolosa del Brasile, dove ogni anno vengono uccisi 200 trans. Vogliamo che della questione si interessi il ministro della Giustizia e il Dap, perché Adriana passa 23 ore al giorno in cella per proteggersi. Abbiamo scritto al prefetto di Brindisi che ha detto di aver chiesto il suo trasferimento: il problema è che al Cie di Brindisi non esiste un reparto femminile. E non le viene somministrata nemmeno la terapia ormonale, perché non c’è nessuno che può prescrivergliela. Per risolvere questa situazione basterebbe una circolare ministeriale”.

Lunedì, inoltre, Sinistra Italiana presenterà un’interrogazione al governo per provare di sbloccare la situazione di Adriana e per sensibilizzare l’opinione pubblica.