La Bolivia punta sulla coca: raddoppiati i terreni per coltivarla legalmente

La Bolivia sogna di vendere quantativi sempre maggiori di coca al resto del mondo. I coltivatori di coca del paese (in bolivia è consentita la coltivazione legale) stanno cercando di conquistare i mercati sviluppando un prodotto dalle caratteristiche simili a quelle del tè, ma l’ombra del narcotraffico sta chiudendo le porte al potenziale di crescita di questo settore. Pochi giorni fa il presidente Evo Morale ha firmato una legge che va di fatto a raddoppiare le aree sulle quali sarà possibile coltivarla legalmente portando gli ettari a disposizione da 12mila a 22mila; una decisione che ha diviso poichè se da un lato il capo dello stato è anche sindacalista dei cosidetti ‘cocalero’, dall’altro in molti osteggiano questa nuova norma sostenendo che rappresenti un incentivo al mercato delle droghe illegali.

Questo nonostante Morales abbia ricordato che la foglia di coca possa essere impiegata in molte altre maniere; oltre a masticarla, per godere delle sue proprietà analgesiche e a mitigare i morsi della fame, della sete e del dolore, gli indigeni utilizzano le foglie di coca per preparare un infuso contro la soroche, ovvero il mal dell’altezza.

Le opposizioni si sono schierate contro la decisione di Evo Morales, ritenendola una legislazione incostituzionale ovvero contraria ai trattati internazionali e che va a beneficio deii narcotrafficanti, ricordando al presidente che nella maggior parte dei Paesi al mondo la coca continua ad essere identificata come il principale ingrediente della cocaina ed è pertanto difficile creare e sviluppare un mercato legale per gli altri suoi derivati. Nel Paese però la maggior parte delle persone la considera come un prodotto innocuo tanto che anche ai vertici del governo, non tutti sono consapevoli del fatto che fuori dalla Bolivia la si ritenga equiparabile alla cocaina. La battaglia del Paese per depenalizzare la masticazione della foglia di coca ha ottenuto i primi risultati nel 2013 quando è stata ammessa come eccezione nella Convenzione Onu sui Narcotici del 1961, che andava a penalizzare la coca perchè materia prima della cocaina. La modifica ha però riconosciuto il diritto dei boliviani di consumare foglie di coca all’interno del territorio nazionale; la battaglia di Morales non si è però fermata: il suo obiettivo era ed è ancora oggi il potenziamento dell’export (attualmente i prodotti a base di foglia di coca sono venduti in Ecuador).

Daniele Orlandi