Analfabeti funzionali: in Italia la percentuale più alta dell’Ue

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:00

Primi in Unione Europea e secondi solo alla Turchia. Ma non è certo una classifica della quale vantarsi: è quella dedicata agli analfabeti funzionali, persone in grado sia di leggere che di scrivere ma che di fronte ad un testo di livello base incontrano enormi difficoltà di comprensione oltre a non possedere una gran quantità di competenze utili nella vita di tutti i giorni. Si tratta di un fenomeno che sta conoscendo una progressiva crescita e che troppo spesso viene sottovalutato, ma che di fatto rappresenta un enorme problema per il Belpaese, che risulta tra i peggiori in Europa. L’analfabeta funzionale medio ha 55 anni, un’istruzione di basso livello e svolge una professione poco qualificata; ma vi sono anche i giovani, senza lavoro e che non studiano, i quali vivono a casa dei genitori o comunque provengono da famiglie nelle cui abitazioni è presente un ridotto numero di libri.

Persone che non sono in grado di comprendere le informazioni più semplici o svolgere le operazioni più basilari come comprendere un libretto di istruzioni o alcune semplicissime procedure. Ma non si tratta di persone completamente analfabeti: sanno leggere o fare i conti ma allo stesso tempo risultano prive delle competenze richieste in diverse situazioni della quotidianità. E la particolarità di questo fenomeno è legata al fatto che nonostante il tasso di alfabetizzazione in Italia sia vicino al 100%, il numero degli analfabeti funzionali continua a crescere tanto che il paese è al primo posto nell’Unione Europea. Gli esperti dell’OCSE-PIAAC, che ha condotto un’indagine a riguardo in Italia, sottolineano che senza pratica le capacità legate all’alfabetizzazione tengono ad essere perse poco alla volta, da qui la crescita del tasso di analfabetizzazione funzionale.

Daniele Orlandi

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