Australia: morta la Grande Barriera Corallina. Gli scienziati: “Un impatto devastante per il pianeta”

La grande barriera corallina australiana, uno degli ecosistemi più grandi, ricchi e straordinari del pianeta è morto. Ad affermarlo sono i ricercatori della James Cook University, i quali hanno condotto, sotto la guida del professor Terry Hughes, un copioso lavoro di osservazioni aeree e subacquee giungendo, purtroppo, alla terribile conclusione.

Non un fulmine a ciel sereno, per la verità, ma la conferma di una direzione senza uscita lungo la quale questo meraviglioso patrimonio dell’umanità e del nostro pianeta era già incamminato da tempo. Per la terza volta negli ultimi 18 anni, infatti, gli studiosi hanno registrato uno sbiancamento di massa della barriera di corallo più grande del mondo. Un declino incentivato, sospinto, dall’aumento della temperatura delle acque e dalla crescente acidificazione degli oceani. A questo, come se non bastasse, si è aggiunta l’azione antropica e la (sfortunata) congiuntura della presenza massiccia di una specie di stella marina che si nutre di coralli.

Fattori diversi e letali, dunque, che hanno causato fino ad oggi la morte del 35% della superficie totale della barriera. Impossibile sottovalutare le conseguenze che una situazione del genere finirà per avere sull’intero ecosistema della zona. Unica parte scampata a questa moria generale è la parte che si trova a sud di Cairns, sulla quale si sarebbe riversata la furia di un violento ciclone tropicale il quale, per fortuna, avrebbe raffreddato le acque e messo al riparo, ma non in salvo, questa lingua di barriera.

Giuseppe Caretta