Giornata memoria vittime delle mafie. Don Ciotti: “Siamo tutti sbirri”

Sono circa 25mila i partecipanti del corteo che si sta svolgendo stamani a Locri per la XXII Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Una giornata particolare, scandita dalle polemiche seguite alle scritte infamanti con le quali, mani ignote, hanno vergato la visita del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, avvenuta domenica scorsa.

“Oggi a Locri siamo tutti sbirri- ha tuonato Don Ciotti prima dell’inizio della cerimonia-. Ricorderemo i tanti nomi di esponenti delle forze dell’ordine che hanno perso la vita e nessuno li più etichettare e insultare”. Ad aprire il lungo corteo ci sono i parenti delle vittime, che reggono due striscioni sui quali capeggia lo slogan dell’iniziativa di quest’anno: “Luoghi di speranza, testimoni di bellezza.” Alle loro spalle un lungo arcobaleno, bandiera della pace, portata a braccia da decine di minorenni giunti in Calabria nei mesi scorsi a bordo di barconi. Poi i gonfaloni, le autorità e i cittadini, migliaia, giunti a Locri da ogni parte d’Italia.

Il momento topico sarà rappresentato dalla lettura dei nomi delle 950 vittime innocenti della mafia, mentre nel pomeriggio sono previste iniziative che coinvolgeranno giovani e gente d’ogni età. In programma seminari e approfondimenti. Infine, nel tardo pomeriggio, un’assemblea alla quale prenderanno parte degli studenti.

Nel resto d’Italia non mancheranno eventi similari. Più di 4mila luoghi, da Milano sino alla punta dello Stivale, saranno punti d’irradiazione di questa giornata d’indignazione contro tutte le mafie, in memoria delle vittime innocenti da loro causate.