Lutto nel PD: il partito al governo piange la scomparsa di Alfredo Reichlin

Questa mattina è morto Alfredo Reichlinfigura di spicco della politica italiana che nella sua lunga vita è stato prima partigiano, poi allievo di Togliatti ed infine direttore dell’Unità. A livello politico era legato a doppio filo con il PCI di cui negli anni è stato parlamentare, dirigente e direttore. Negli ultimi anni era entrato a far parte del PD (di cui era anche uno dei creatori del manifesto) e rappresentava l’anima di sinistra ed uno dei maggiori sostenitori della necessità di rimanere uniti, come confermato dalle parole che lo scorso 14 marzo aveva pubblicato sull’Unità: “Sono afflitto da mesi da una malattia che mi rende faticoso perfino scrivere queste righe. Mi sento di dover dire che è necessario un vero e proprio cambio di passo per la sinistra e per l’intero campo democratico. Se non lo faremo non saremo credibili nell’indicare una strada nuova al paese”.

Nato a Barletta nel 1925 si trasferisce con la famiglia a Roma, durante la guerra si schiera con le truppe della resistenza per respingere le armate tedesche e viene catturato dalle truppe fasciste. Una volta liberato e finita la guerra s’iscrive nella FGCI di cui diventa segretario nel 1933, nel frattempo diventa direttore dell’Unità. La sua carriera politica raggiunge l’apice dal ’89 al ’92 quando di fatto viene nominato ministro dell’Economia del governo ombra del PCI. Purtroppo negli ultimi anni di vita è stato afflitto da una malattia che lo ha costretto prima a rimanere ad abbandonare l’attività politica e poi a rimanere a letto, fino alla triste conclusione di questa mattina.