Gianluca Vacchi torna a ballare e finisce sulle prime pagine: del decadimento dell’informazione

A partire dalla scorsa estate abbiamo, purtroppo, fatto la conoscenza con Gianluca Vacchi, ricco rampollo che si diletta a fare video sul proprio profilo al solo scopo di ricevere apprezzamenti e notifiche. In realtà non ci sarebbe nulla di così strano, fa parte dell’essere social, e lungi dal criticarlo perché cerca ed ottiene attenzione tramite futili attività e balletti, il problema infatti non è tanto che gli utenti social si divertano con le bravate di questo novello idolo delle masse, ma che delle realtà giornalistiche lo promuovano come un argomento rilevante perché, addirittura, travalica i confini nazionali prendendosi le pagine dei quotidiani esteri.

Non ce ne voglia il buon Vacchi, ma lui e la sua notorietà sono un sintomo di una società che ha perso di vista i temi importanti, il desiderio per le lotte in favore del riconoscimento dei propri diritti, il desiderio ti tenersi informati e forse la capacità di ragionare con la propria testa in favore di temi marginali e figure che dovrebbero rimanere nell’anonimato. Di sicuro ne è un esempio il programma della Rai, ‘Parliamone Sabato’, che tanto scalpore ha fatto nei giorni passati. Paradossale che un programma di approfondimento parli dei motivi per cui preferire una donna dell’est (peraltro mettendo solo motivazioni derivanti dal pregiudizio), ma ancora più paradossale la caterva di attacchi e la spirale di indignazione che si è generata in seguito a quella trasmissione grazie anche e sopratutto alla ingente copertura mediatica a riguardo.

Se in un paese con il tasso di disoccupazione giovanile del 40%, con un governo che fatica a far rispettare il diritto al lavoro mutilando l’art 18 si pensa che Vacchi e come lui l’ultima fidanzata di Cristiano Ronaldo (solo per citare un altro argomento di interesse collettivo) siano i temi caldi, notizie da proporre in prima pagina, forse non è poi così strano che si stia cadendo verso un baratro intellettivo dal quale non emerge uno spiraglio di luce. Il primo obbiettivo di un giornale o di una realtà giornalistica dovrebbe essere quello di informare e non quello ottenebrare la mente dei lettori con tematiche poco rilevanti.