Flavio Insinna e il discorso che stupisce: “Sarò sempre con gli oppressi”

E’ un Flavio Insinna che prende posizione apertamente, quello che ieri ha lasciato tutti a bocca aperta durante la trasmissione Carta Bianca condotta da Bianca Berlinguer.

Il presentatore, infatti, ha fatto mostra di una sensibilità e di un’apparente onestà ormai del tutto scomparsi dai palinsesti televisivi e dai salotti di discussione politica, dove spesso e volentieri le velleità e le opinioni comode grondano dalla bocche degli invitati. Partendo dalla testimonianza della sua esperienza di volontario presso la comunità di Sant’Egidio, Insinna ha letteralmente esposto un modo di pensare affatto barocco, semplice e schietto, che non è passato in sordina nè agli ospiti in studio nè alle migliaia di spettatori, che hanno immediatamente postato stralci del suo discorso sulla rete.

“Adesso dico una cosa bellissima e poi mi fermo- ha esordito l’attore-. Voi dividete il mondo in italiani e stranieri. Io lo divido in oppressi e oppressori. E io starò con gli oppressi tutta la vita.” Lungi dall’inebriarsi di recondita vanità, ha poi proseguito con asciutta umiltà: “Mi piacerebbe che questo paese ritrovasse la necessità di aiutarsi, come sente il bisogno di respirare e di bere. L’Italia è un paese meraviglioso ma è malato di solitudine e indifferenza, l’unica cura è l’amicizia. La vera emergenza non è pensare da dove arrivano o quanti sono i migranti, la vera emergenza è la guerra. Un siriano vorrebbe tornare a casa sua, ma non può. Noi italiani abbiamo esportato la criminalità organizzata in tutto il mondo e ora respingiamo mamme coi bambini dicendo ‘Mandateli via’.”

Ma non finisce qui. Ispirato da un sentimento che è apparso immediatamente sincero, Insinna tocca temi ed attualità che farebbero impallidire un politico di professione. “A me non spaventa l’Europa a due velocità, mi spaventa la doppia velocità della nostra morale- ha proseguito-. Sono italiano, provo un grandissimo senso di appartenenza, ma mentre per noi vogliamo tutto e subito, quando abbiamo colpe facciamo finta di niente. Se è per gli altri, l’altra velocità è quella del ‘chissenefrega’. Per noi vogliamo tutto, per gli altri no. Non voglio vivere in questo paese, voglio vivere in un paese gentile che aspetta chi arriva tardi.” Una chiusa che lascia lo studio, e l’intero paese, attonito e positivamente impressionato da parole tanto semplici quanto rare, al giorno d’oggi.

A seguire il video in questione:

Giuseppe Caretta