Maltrattamenti su bufale: polemiche dopo inchiesta di Giulia Innocenzi

Martellate sugli zoccoli, bastonate sulle zampe per reprimere le bestie recalcitranti, infine punture di Ipofamina per accelerare la discesa del latte nelle mammelle. Questo, e non solo, è quanto documentato da una controversa inchiesta del programma di Rai2 #AnimaliComeNoi, andata in onda in seconda serata mercoledì scorso, che getta una luce di oscenità nel ‘bucolico’ mondo della produzione di uno dei prodotti più amati del nostro Paese: la mozzarella di bufala.

Un servizio che ha impressionato e fatto discutere, nel quale vengono immortalate immagini agghiaccianti di svariati tipi di maltrattamenti ai quali sono sottoposti molti capi di bestiame negli allevamenti intensivi di mezza Italia. Si tratta di immagini riprese grazie all’ausilio di telecamere nascoste, con la connivenza di addetti delle ditte interessate. E lo scenario che viene rappresentato appare brutale e, apparentemente, per nulla regolamentato. Le percosse sono ripetute e violente, così come sottolineato dalla conduttrice Giulia Innocenzi, che ha presentato l’anteprima della puntata in questione presso la Camera dei Deputati.

Nelle riprese appare evidente il grado di sfruttamento intensivo al quale sono sottoposti gli animali, obbligati ad una produzione crescente di latte per via delle richieste del mercato. E molte bufale, insofferenti a questo tipo di aggressione, cercano a tal punto di sottrarsi a questo sfinimento da costringere gli inservienti a legargli le zampe ai pali di ferro delle recinzioni.

Paolo Benini, Mirko Busto e Matteo Mantero, deputati M5S presenti alla conferenza presso la Camera, hanno deciso di presentare un’interrogazione al Ministero della Salute per tentare di fare chiarezza su questa zona grigia della nostra produzione casearia, talmente amata da essere diventata agente di propulsione per efferatezze ed evidenti mancanze di riguardi nei confronti degli animali loro malgrado coinvolti.

Giuseppe Caretta