Delitto di Vasto, Di Lello condannato a 30 anni di carcere

Trent’anni di reclusione, tre anni di libertà vigilata, interdizione perpetua dai pubblici uffici e una provvisionale di 40mila euro a testa al papà, alla mamma e al fratello di Italo D’Elisa.

Sono le 14 di venerdì 24 marzo quando il presidente della Corte d’Assise, Marina Valente, legge la sentenza nei confronti di Fabio Di Lello, l’ex calciatore di Vasto che lo scorso 1 febbraio ha assassinato Italo D’Elisa con tre colpi di pistola calibro 9. D’Elisa, 21 anni, sei mesi prima aveva investito e ucciso la moglie di Di Lello, Roberta Smargiassi. Un tragico episodio che l’ex calciatore non è riuscito a superare.

La procura aveva chiesto l’ergastolo per Di Lello, accusato di omicidio premeditato volontario. I giudici hanno accolto totalmente le richieste dell’accusa, negando all’imputato le attenuanti generiche. Di Lello è riuscito ad evitare l’ergastolo grazie al rito abbreviato. Alla lettura della sentenza, l’imputato è scoppiato in un pianto dirotto.

“Questa sentenza è un monito per quegli imbecilli che in rete inneggiavano alla morte di Italo – ha commentato il procuratore di Vasto, Giampiero Di Florio – Voglio ringraziare le forze dell’ordine, in particolare i carabinieri e il Ris di Roma che sono stati veloci e precisi permettendo alla giustizia di arrivare alla sentenza in pochissimo tempo”.