Amianto nelle ceramiche: comparto produttivo sotto inchiesta in tutta Italia

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:48

Amianto nell’impasto delle ceramiche di buona parte della filiera produttiva italiana. Questo è quanto emerso a seguito di un’inchiesta condotta da Il fatto quotidiano e che ha fatto tremare l’intero settore, uno dei più importanti in Italia, in termini di volumi produttivi.

Tutto nasce, come avviene sovente, per puro caso. Un ispettore della Asl di Viterbo incappa, nella primavera del 2015, in una scoperta allarmante:  nell’azienda “Minerali Industriali” di Gallese, nel distretto di Civita Castellana, vengono prodotti sanitari al cui interno si trovano residui di “tremolite”, cioè di un tipo di amianto tra i più pericolosi per la salute. La scoperta mette in allarme la Procura, anche perchè quello di Civita Castellana è uno dei distretti in cui si produce la maggior parte delle ceramiche sanitarie italiane (circa il 70%, n.d.r.).

Subito dopo il sequestro dell’azienda, dunque, l’inchiesta si allarga anche alla provincia di Sassuolo, in ragione di un’interrogazione parlamentare del deputato M5S Alberto Zolezzi, medico ospedaliero di professione e specializzato nelle malattie dell’apparato respiratorio. Per ciò che riguarda la prima azienda coinvolta, la ‘Minerali Industriali’ dichiara, nel corso delle indagini, che il materiale incriminato proviene dalla Sardegna, ed è qui che si apre un terzo filone investigativo.

Al di la del rischio effettivo per i consumatori, dato che l’amianto è pericoloso solo se disperso e inalato, bisogna però accertarsi di quanti e quali danni esso possa aver provocato ai lavoratori delle ditte coinvolte. Inoltre, quando vengono installate negli appartamenti, ad esempio, le piastrelle e i sanitari subiscono non di rado un’opera di taglio e messa in posa. E’ un’altra fase critica, poichè polveri contenenti l’amianto possono finire nell’aria ed essere respirate da chi ne è in prossimità.

Giuseppe Caretta