Emanuele ucciso dal branco, due fermi. Lo zio: “Hanno sputato sul suo corpo”

Aveva 20 anni Emanuele Morganti, il ragazzo morto dopo 36 ore di agonia per le ferite riportate in un violento pestaggio avvenuto a Bari. Il giovane si era ribellato con un albanese che aveva fatto complimenti alla sua ragazza, ed era stato colpito a calci, pugni e sprangate dal branco, che poi è fuggito. Lo zio di Emanuele, Pietro Morganti, denuncia: “Hanno anche sputato sul suo corpo mentre era a terra”.

Adesso sono nove gli indagati per il pestaggio, due ragazzi sono stati fermati dalla polizia; un amico, è venuto fuori, ha cercato in tutti i modi di difendere Emanuele mentre veniva pestato a morte. Lo zio di Emanuele ha raccontato alla testata giornalistica AGI quello che è stato ricostruito di quei tragici eventi: “È stata la via Crucis di Emanuele…hanno anche sputato sul corpo a terra…È stata un’esecuzione. I testimoni ci hanno detto che lo picchiavano ovunque, lui ha provato ad andare via con la fidanzata, poi è caduto e l’hanno finito. L’hanno pestato a sangue, a morte”.

“Gli hanno sputato, l’hanno calpestato. Una ragazza che era nel gruppo ha detto ’questo è quello che ti meriti’. Ma perché, per cosa? Non c’era mai stato nulla prima”. Il fratello Francesco ha sostenuto: “Si spiega solo in un modo: cattiveria gratuita. Non c’è bisogno di andare lontano”. Intanto le indagini continuano.