Malendugno, la polizia forza i cordoni di protesta al gasdotto Tap

Questa mattina all’alba una nutrita folla di manifestanti si è seduta per protestare contro la riapertura del cantiere Tap a Malendugno, dove sono ricominciati i lavori per la costruzione di un micro tunnel che permetterà di trasportare il gas dall’ Arzebaijan. Intorno alle 13, però, le truppe di polizia disposte intorno ai manifestanti  hanno cominciato a caricare per creare un varco che permettesse ai camion della Tap di proseguire i lavori.

Tra le 300 persone caricate dalla polizia c’erano anche diversi politici e persino alcuni sindaci, compreso quello di Malendugno Marco Potì. In seguito all’azione violenta delle forze dell’ordine ha accusato un malore l’attivista Ippazio Luceri che è stato prontamente soccorso dagli operatori del 118. Luceri era particolarmente provato dalla protesta, una settimana fa aveva cominciato uno sciopero della fame che l’aveva portato a perdere oltre 4 chili in soli 7 giorni, quindi, probabilmente il malore è stato dovuto al suo precario stato fisico piuttosto che alla azione delle forze dell’ordine.

Ciò nonostante l’azione repressiva è stata duramente condannata dal sindaco di Malendugno, i 300 manifestanti erano assolutamente pacifici e l’attacco delle forze dell’ordine non necessario: “Siamo stati caricati. Ecco a che punto siamo arrivati“, ha dichiarato Potì ai media locali. I manifestanti esprimevano il loro dissenso per l’espianto di 200 ulivi che permetterà la costruzione del condotto. Una settimana fa le manifestazioni avevano indotto al blocco dei lavori, ma due giorni fa sono arrivate le autorizzazioni dal Ministero per l’Ambiente e non ci sono margini legali per interrompere la costruzione del gasdotto.