L’ONU striglia l’Italia: “Troppi medici obiettori, le donne non sono tutelate”

Nel rapporto finale del Comitato Diritti Umani dell’Onu riguardante la situazione del nostro paese è emerso che in Italia ci sono troppi medici obiettori di coscienza, questo causerebbe una difficoltà oggettiva per tutte quelle donne che vogliono effettuare una interruzione volontaria di gravidanza, favorendo nel contempo il proliferare di aborti clandestini ed aumentando i rischi per quelle donne che si trovano costretta ad effettuare un’operazione delicata in strutture non adatte.

Pertanto il Comitato Diritti Umani dell’Onu scrive nelle sue osservazioni che: “L’Italia dovrebbe adottare le misure necessarie per garantire un accesso tempestivo e senza ostacoli ai servizi di aborto legale sul suo territorio, e stabilire anche punti di riferimento effettivi per le donne in cerca di strutture”. Il comitato ha ricordato che l’interruzione volontaria di gravidanza è sancita dalla legge 194 del 1978 e per questo motivo ogni città deve fornire un servizio adeguato per fare sentire al sicuro e proteggere i diritti di quelle donne che hanno deciso di abortire.

In Italia la discussione sull’aborto è molto delicata per via dell’opinione sfavorevole del Vaticano a riguardo, i medici di estrazione cattolica sono la maggior parte e uniti a quelli che non se la sentono di effettuare un’operazione così delicata si raggiunge una percentuale di medici obiettori del 70%.