Mafia Capitale, Carminati: “Orgoglioso di essere fascista”

“Orgoglioso di essere un fascista degli anni ’70”. E’ un autentico show quello messo in piedi da Massimo Carminati, l’esponente di massima di Mafia Capitale che deve difendersi da una pesante accusa sul groppone, la più pesante tra le 24 già imputatigli, ovvero quella di essere a capo di un’organizzazione mafiosa e di esserne anzi fra i promotori. Questa esternazione potrebbe costargli un altro capo d’imputazione, come già avvenuto quando il leader criminale si lasciò andare al saluto romano in aula, un paio di settimane fa.

Carminati ha svariato su molti aspetti, tentando di ridimensionare le accuse che gli vengono mosse. L’ex NAR si è soffermato anche sul suo rapporto con l’ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno. “Non ho alcuna stima di lui. E non siamo mai stati messi assieme in carcere. Nel penitenziario non lo avrebbero permesso. Quelli come noi, non potevano stare con quelli come lui che avevano preso un percorso istituzionale, sarebbero nate delle scaramucce diciamo. Ma nulla di pericoloso per noi”.

Carminati ha poi aggiunto che “quelli come me hanno tre comandamenti in tutto ma li rispettano. Quelli del mondo di sopra (riferito al mondo politico, ndr) ne hanno dieci ma li tradiscono“. E sulla sua militanza nei servizi segreti, Carminati nega tutto: “Lo ritengo offensivo”.