Perquisizione invasiva all’aeroporto di Dallas: la madre del minore filma tutto

Una perquisizione troppo invasiva nei confronti di un ragazzino di soli 13 anni, è avvenuta pochi giorni fa all’aeroporto di Dallas, Stati Uniti. A denunciarlo, con una video ripresa della perqusizione, è stata Jennifer Williamson, la madre di Aaron, un tredicenne che soffre di disordine sensoriale: a detta della donna, sarebbero stati prima trattenuti per decine di minuti ed in seguito il figlio è stato perquisito, a piedi nudi, pantaloncini e maglietta e tastato ripetutamente tanto da sfiorare le molestie. La perquisizione negli aeroporto americani viene effettuata dagli agenti della Transportation Security Administration (Tsa): si tratta di un’agenzia governativa nata in seguito all’attentato terroristico dell’11 settembre 2001. La donna si è sfogata, video alla mano, in un post su Facebook sostenendo che lei ed il figlio sarebbero stati ‘trattati come cani’. Tutto dopo che Jennifer ha chiesto agli agenti di perquisire Aaron in maniera diversa rispetto agli standard, in quanto ha detto loro che il tredicenne soffriva di un disturbo dell’integrazione sensoriale; ‘non volevo lo controllassero in quel modo’, ha spiegato la donna: ma gli agenti del Dallas Fort-Worth International Airport non l’hanno ascoltata e hanno messo in atto le pratice anti-terrorismo previste, perquisendo accuratamente il bambino, mentre lei di nascosto filmava tutto per poi postare il video sui social chiedendo di condividerlo affinchè diventasse virale.

Così è stato e la notizia ha fatto il giro del mondo con oltre 7,1 milioni di visualizzazioni, con migliaia di commenti di dura condanna nei confronti delle autorità, parlando di molestie ai danni del bambino, il quale peraltro non fa una piega e rispetta ogni ordine che gli viene dato: nel messaggio che accompagna il video Jennifer ha scritto che il ragazzino ha attraversato il controllo del metal detector senza alcun problema ma nonostante questo ha subito ugualmente una perquisizione invasiva e ha aggiunto, ‘hanno trattenuto Aaron per un’ora e ci hanno fatto perdere pure il volo’.

La Tsa si è difesa sottolineando che la perquisizione è durata in tutto due minuti e, come aggiunto in una nota, è stata osservata sia dalla madre che da due agenti di polizia, chiamati per mitigare le preoccupazioni della donna. I passeggeri sono rimasti al posto di blocco per circa 45 minuti, hanno sottolineato, il tempo necessari per discutere le procedure di screening con la madre e per controllare i tre bagagli a mano che hanno richiesto un’ulteriore ispezione.

Daniele Orlandi