Torino, operaio si suicida per l’eccessiva mole di lavoro

Ogni giorno i carichi di lavoro erano sempre più pesanti e la responsabilità addossatagli per le consegne non faceva che aumentare, così, un operaio di 51 anni ha atteso che tutti uscissero dall’azienda per porre fine alla sua vita impiccandosi ad un pilastro. Il corpo dell’operaio, impiegato nell’azienda Rosati di Leinì (Torino), è stato trovato questa mattina dai suoi colleghi che, dopo la sconvolgente scoperta, hanno chiamato le forze dell’ordine ed hanno spiegato che il giorno prima si era lamentato con loro dello stress causatogli dal lavoro: “Così, con questa mole di lavoro, non ce la faccio davvero più”, aveva detto loro, ma nessuno aveva capito fino a che punto era depresso.

Gli operai della Rosati hanno inoltre raccontato che la politica aziendale era cambiata subito dopo l’acquisizione dell’azienda da parte della società tedesca ‘Wingfun‘. Subito erano stati licenziati una decina di dipendente e su quelli che erano rimasti pendeva di continuo la spada di Damocle di un licenziamento, a questo si aggiungeva una mole di lavoro moltiplicata che ridiceva al minimo le pause prestabilite. Stando a quanto affermato da un dipendente e riportato da ‘Repubblica‘, l’operaio suicidatosi questa notte: “Non riusciva nemmeno più ad andare in pausa pranzo a mangiare. Era davvero troppo stressato”.