Save the Children: in 10 anni triplicati i minori poveri in Italia

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:18

Sempre più spesso, nei telegiornali e nei comizi, si sentono esponenti politici che rimarcano la necessità di trovare soluzioni per i più giovani, garantire loro un futuro con misure che possano contrastare la disoccupazione e la povertà.

Tuttavia, alle parole non seguono quasi mai i fatti, tanto è vero che il quadro emerso dal nuovo rapporto sulla povertà educativa in Italia di Save the Children, presentato oggi in occasione del rilancio della campagna per il contrasto alla povertà educativa, mostra come l’Italia sia molto lontana dagli obiettivi minimi.

Nonostante alcuni miglioramenti negli ultimi anni, infatti, il nostro Paese stenta a far decollare il futuro dei suoi ragazzi e risulta ancora lontano dal resto dell’Europa. Ed è ancora una volta il Mezzogiorno a pagare le conseguenze di questa situazione: nelle regioni del Sud si registrano infatti le maggiori privazioni educative per i minori.

Dal dossier emerge che negli ultimi 10 anni è triplicata la percentuale di minori in povertà assoluta e raddoppiata quella di minori in povertà relativa (parametro che esprime le difficoltà economiche nella fruizione di beni e servizi).

Scendendo nel dettaglio dei dati forniti dal rapporto, emerge che la metà degli alunni è senza mensa a scuola, solo 1 bambino su 10 può andare all’asilo nido e il tempo pieno è assente in 7 scuole primarie su 10. Più di 1 ragazzo su 10 abbandona gli studi prima del tempo, 1 su 5 non raggiunge le competenze minime in matematica e in lettura e 3 su 5 non partecipano ad attività culturali e ricreative.