Ecuador, vince Moreno. Ma l’opposizione non ci sta e scende in piazza

Alta tensione in Sudamerica. Dopo la rivolta popolare in corso in Paraguay, c’è un altro Stato dell’America Latina che rischia di essere travolto dalle polemiche e dalle sommosse. Si tratta dell’Ecuador, dove la tensione sta salendo ora dopo ora dopo che è stato reso noto il risultato delle elezioni presidenziali.

A rivendicare la vittoria è stato il candidato della sinistra, Lenin Moreno: quando mancano ormai davvero pochissime sezioni per concludere definitivamente lo scrutinio, Moreno risulterebbe vincitore con il 51% delle preferenze.

Il candidato dei conservatori, Guillermo Lasso, si fermerebbe al 49%, uscendo quindi sconfitto dalla tornata elettorale. Ma Lasso non ci sta, non accetta il voto e denuncia brogli: il candidato conservatore ha già chiesto il riconteggio delle schede. Questa presa di posizione ha scatenato i suoi sostenitori, convinti dalla bontà di quanto detto da Lasso: in tantissimi sono scesi nelle strade della capitale Quito per protestare contro l’esito elettorale, ma sono segnalati focolai di sommosse anche in altre città dell’Ecuador.

Tra i primi a denunciare gli scontri il presidente uscente Correa, supporter del vincitore, il candidato di sinistra. Su twitter, Correa ha espresso chiaramente quello che è il suo pensiero: “Quello che non ottengono nelle urne lo vogliono con la forza”. E’ sempre più consueta la difficoltà nell’accettare l’esito delle urne: il caso Ecuador è solo l’ultimo di una lunga serie.