Muore a 92 anni il politologo Sartori: una carriera ricca di riconoscimenti

Se n’è andato a 92 anni il politologo e sociologo Giovanni Sartori. Il decesso è avvenuto in seguito a complicanze respiratorie.

I primi a dare la notizia sono stati i colleghi del “Corriere della Sera”, di cui Sartori era editorialista. Non si terranno funerali di alcuni tipo, nè civili nè religiosi, in pieno rispetto di quanto contenuto all’interno del testamento.  La salma sarà tumulata nella cappella di famiglia nel cimitero delle Porte Sante di Firenze.

Nato a Firenze il 13 maggio del 1924, era ancora Albert Schweitzer Professor Emeritus in the Humanities, alla Columbia University, New York (dal 1994), e professore emerito dell’Università di Firenze. Si laureò in Scienze politiche e sociali a Firenze nel 1946 e negli anni è stato docente in numerose università, incluse le straniere più prestigiose, ed era tra i più autorevoli e pungenti commentatori dell’attualità politica.

Sartori fu autore di numerosi saggi e nel corso della sua carriera ha anche ricevuto otto lauree ad honorem.

Noto al pubblico per aver ‘coniato’ i termini Mattarellum e Porcellum, Sartori smontò pezzo per pezzo la riforma costituzionale voluta da Renzi e bocciata dal referendum dello scorso 4 dicembre. “E’ un sistema spagnolo “bastardo” – disse Sartori – con un doppio turno che non si capisce a cosa serva e un premio di maggioranza troppo alto (il 35% è scorrettissimo)”.

“E’ stato uno dei massimi politologi del nostro tempo – il ricordo del presidente del Senato, Pietro Grasso – un grande intellettuale che ha dato lustro al nostro paese nelle più prestigiose università al mondo”.