La Svizzera chiude le frontiere dalle 23 alle 5 contro ‘i ladri italiani’: è polemica

È polemica sulla decisione delle autorità svizzere di chiudere le frontiere dalle 23 alle 5 del mattino, a partire al 1 aprile, a Pedrinate, a Ponte Cremenaga e a Novazzano Marcetto. Il motivo è semplice: si vuole evitare ‘i ladri’. Una decisione che dura sei mesi e che avrebbe appunto lo scopo di lottare contro la criminalità italiana e fermare i flussi di traffico.

Il provvedimento ha fatto arrabbiare i lavoratori transfrontalieri, che sono costretti a scegliere strade più lunghe per raggiungere il luogo di lavoro. Quasi tutti i partiti si sono schierati contro questa decisione, tranne la Lega Nord. Secondo i partiti di destra e sinistra quest’azione non solo è ‘inutile’ ma è anche dettata solo da ‘ragioni politiche’. 5mila lavoratori solo ieri si sono rivolti ad Alfano, dicendosi “seriamente preoccupati per le chiusure già avvenute dei valichi di confine con la Svizzera e per quelle che probabilmente proseguiranno”.

In particolare secondo il coordinatore dei frontalieri, Locatelli Antonio, “la prima preoccupazione riguarda la mano d’opera frontaliera che lavora in orari non tradizionali e quindi di notte o che deve raggiungere i posti di lavoro molto presto al mattino”. La richiesta è di un intervento “su Berna per scongiurare altre chiusure perché non è sicuramente chiudendo i valichi che viene risolto il problema delle rapine in Ticino, che guarda caso avvengono di giorno e non di notte”.