Massimo Boldi scrive una lettera a De Sica: la tua debolezza si chiama Silvia!

Ad attirare l’attenzione del gossip nelle ultime ore è stata una lettera scritta da Massimo Boldi per Christian De Sica tramite il settimanale Chi.

Boldi si rivolge a De Sica dicendo: “Caro Christian, ti scrivo perché sono addolorato o forse semplicemente dispiaciuto. Mi spiace vedere questo tuo lato debole che il pubblico, il tuo pubblico, il nostro pubblico, non conosce. La tua debolezza ha un nome: Silvia, tua moglie. Lei, la tua agente, che decide, che programma la tua vita da sempre, anzi, da quando hai iniziato ad avere successo, da quando abbiamo iniziato ad avere successo con Aurelio De Laurentiis, 28 anni fa. Oggi è passato più di un quarto di secolo e tra noi che cosa resta? Solo qualche messaggino. No, non lo accetto. Mi manca Christian, il mio amico, troppo, tanto”.

Boldi ha poi aggiunto: “Tu, Silvia e Aurelio non avete perdonato il fatto che me ne sia andato nel momento del nostro massimo successo? Ma non stavo bene. Ero un uomo distrutto, avevo perso mia moglie Marisa. Forse un pacca sulle spalle, in quel momento, da parte del mio amico, mi è mancata. E pensare che Silvia e Marisa, praticamente coetanee, erano amiche. Oggi, a Chi, rivelo che Christian e Silvia non sono venuti nemmeno al funerale di Marisa, mia moglie, la loro amica”.

“So che prima di ogni trasmissione della quale sei ospite, tua moglie dice: ‘Niente domande su Boldi’. Perché? Sono il diavolo? Che cosa avrei fatto? Di che colpa mi devo autocondannare?”.

Massimo Bolsi piuttosto amareggiato ha poi concluso dicendo: “In giro giovani e non mi chiedono: ‘Quando tornate insieme?’. Una domanda che fanno anche a te, lo so. E so che noi potremmo essere ancora un successo travolgente e non, come dici tu, ‘due vecchi che hanno già dato’. Chissà queste parole da dove provengono. Non sono tue, amico mio. Cara Silvia, sappi una cosa, mi manchi anche tu. Mi mancano i tuoi consigli sempre diretti e determinati. Mi manca parlare con te di Marisa, mi mancano i nostri ricordi”.

Sara Fonte