Consip, indagato capitano del NOE. Avrebbe falsificato atti sul padre di Renzi

Il capitano del NOE, Gianpaolo Scarfato, è indagato dalla Procura di Roma. L’accusa è quella di aver falsificato degli atti nell’ambito dell’inchiesta Consip, in particolare atti relativi a Tiziano Renzi, padre dell’ex premier. L’investigatore avrebbe, secondo gli inquirenti, attribuito ad Alfredi Romeo e non ad Italo Bocchino una frase, ed inoltre avrebbe modificato dei dati all’interno di un’intercettazione dove veniva anche citato il padre di Renzi. 

Nell’intercettazione si sente la frase “…Renzi, l’ultima volta che l’ho incontrato” che viene attribuita a Romeo, ma in realtà è stata pronunciata dal collaboratore, Italo Bocchino. Questa frase infatti secondo gli inquirenti, sarebbe stata la prova dell’incontro fra Tiziano Renzi e Romeo: chiaramente se fosse stato un altro a pronunciarla, assumerebbe un altro significato. 

L’uomo, Scarfato, è già stato interrogato dai pm e si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il difensore di Scarfato, Giovanni Annunziata, ha detto: “La scelta di non rispondere alle domande dei pm rientra in una mia strategia difensiva. Ho l’esigenza di conoscere gli atti dell’indagine nella loro completezza e, appena il quadro sarà chiaro, chiederò alla Procura di convocare il mio assistito per essere interrogato”.