Corruzione: arrestato il direttore dell’Agenzia delle Entrate

Il blitz da parte dei Carabinieri di Genova è avvenuto ieri sera intorno alle 23, quando, all’uscita da un famoso locale di Recco che si chiama “da Manuelina“, il direttore provinciale dell’Agenzia delle Entrate, Walter Pardini, è stato colto in flagrante mentre intascava una bustarella di 7500 €; in manette anche altri tre uomini, che lavorano per un’azienda campana di logistica la quale aveva un contenzioso aperto con il Fisco da oltre 20 milioni di Euro e che avrebbe trasferito la sua sede a Genova appositamente per poter avvicinare Pardini.

Le perquisizioni nell’ufficio di Pardini hanno continuato per tutta la mattinata in quanto si crede che non sia la prima volta che il direttore dell’Agenzia delle Entrate prenda bustarelle di questo tipo, visto che precedentemente svolgeva lo stesso incarico a Livorno.

Tutto questo è stato possibile soprattutto grazie ai oramai famosi cani molecolari, quei cani che hanno grande potere olfattivo, in grado di seguire una pista umana anche dopo diverso tempo dal passaggio del soggetto in un luogo; il loro naso è in grado di percepire e distinguere anche le più piccole particelle di odore e a mantenere in memoria le tracce individuate, capacità sviluppata grazie a un addestramento speciale.

L’Agenzia delle Entrate, tramite un comunicato, ha fatto sapere che: ” La Direzione regionale della Liguria dell’Agenzia delle Entrate ringrazia e offre la massima collaborazione all’Autorità giudiziaria per far piena luce sulla vicenda che ha portato all’arresto del direttore della Direzione Provinciale di Genova, nell’ambito di un’inchiesta per reato di corruzione. Di conseguenza l’Agenzia ha immediatamente adottato la sospensione cautelare dal servizio in attesa del provvedimento dell’Autorità giudiziaria a seguito del quale verranno assunte tutte le misure disciplinari, contrattuali e risarcitorie per tutelare l’istituzione e la dignità dei propri dipendenti che operano onestamente e scrupolosamente. L’Agenzia delle Entrate condanna con risolutezza i comportamenti disonesti, dinanzi al quale adotta con fermezza e celerità sanzioni disciplinari espulsive, e da anni orienta i propri sistemi di controllo interno nell’individuazione e prevenzione di ogni possibile abuso con particolare riferimento ai potenziali comportamenti fraudolenti”.

Mario Barba